martedì 10 settembre 2013

In Giappone con Cristina



Buongiorno a tutti!
e con questa bell'arietta freschina vi accompagno assieme a Cristina per il suo tour giapponese.
Piccola premessa.
Io e Cristina ci conoscemmo un pò di tempo fa quando pischelline aspettavamo l'inizio della lezione di Geografia del prof. Giacomo Corna Pellegrini presso l'Università degli Studi di Milano.
Da quella prima lezione il professore ci inculcò, da subito, che il viaggio inizia prima di viaggiare e chissà non fosse stato per lui magari saremmo state due viaggiatrici diverse.
Ma bando alle ciance sentimentali diciamo subito che la "nostra" decise oramai quasi 5 anni fa - auguri cri! - di scegliere come meta per il viaggio di nozze il Giappone.
Si 5 anni fa, ma non importa, perchè queste piccole interviste vogliono essere un omaggio al viaggio al di là delle piccole modifiche temporali. Un tentativo di vivere emozioni per interposta persona. Per le restanti notizie ci sono sempre le guide turistiche.
Chi di voi non ha passato l'infanzia con i cartoni animati giapponesi.. io per esempio quando giocavo volevo il numero 10 perchè era quello di Holly ! (Holly & Benjii)
Per cui è forse uno dei paesi con cui l'immaginario di tutti noi a fatto più o meno i conti.

- Intanto di quali città stiamo parlando?

Tokyo – Hakone – Takayama – Kanazawa – Nara - Kyoto






 




- Di solito quando torno da un viaggio che mi è rimasto dentro,  mi capita che un odore o un sapore mi riporti indietro e me ne faccia sentire una grande nostalgia. Qual è l’odore, il sapore, il colore , il rumore che ti porti da questa vacanza? 


Più cose… E’ molto difficile circoscrivere tutto ciò che è in grado, più o meno inavvertitamente, di ricordarmi il Giappone. Qualche esempio…
Il profumo della zuppa di Miso*, quando mi capita di cenare al ristorante giapponese: so che potrebbe sembrare un’ovvietà ma devi considerare che, tra tutti i cibi che vengono via via messi in tavola, il miso è l’unico che sembra catapultarmi nelle emozioni/sensazioni provate durante quel viaggio. Al pari del miso, cito anche il profumo del te verde (quello vero, non i surrogati che ti propongono le grandi marche!)e il sapore della salsa azuki.
Per quanto riguarda i rumori, senza dubbio tutti quei gingle e siglette da cartoni animati che qui da noi si sentono raramente ma che in Giappone accompagnano ogni atto della vita quotidiana, dagli annunci alla stazione alle comunicazioni in ascensore… 


- cosa deve aspettarsi un occidentale,e con quale spirito è meglio approcciare questo viaggio?




Un occidentale che parta del tutto a digiuno (ma credo che la cosa, in parte valga anche per quelli che come me sono cresciuti a pane e cartoni animati/fumetti giapponesi) deve attendersi un mondo alieno e svincolato da tutto ciò a cui siamo comunemente abituati. Anche se si fa gran parlare dell’occidentalizzazione delle culture dell’estremo oriente, ti posso assicurare che “grattata via” la patina di occidentalizzazione che sembra permeare un po’ tutto, la storia, la cultura, le tradizioni e perfino i pregiudizi più forti e radicati nell’anima giapponese sono proprio lì… a ricordarti che tu sei e sarai sempre uno straniero, un gaijin..
Se ci si apre a questo mondo senza filtri e pregiudizi si può vivere un’esperienza meravigliosa, si può provare quel senso di stupore e meraviglia che forse ci ha accompagnato solo quando eravamo bambini. E’ una sensazione stupenda… Detto questo, a qualcuno che partisse consiglierei comunque di prepararsi (basta anche solo un’infarinatura generale) sui principali usi e costumi del Giappone, giusto per evitare qualche spiacevole figuraccia (mi viene da pensare all’assoluto divieto di soffiarsi il naso in pubblico!)


- Si pensa al giappone e viene subito in mente l'alta tecnologia.. ma forse non tutti sanno che è un paese ricco di tradizioni antichissime, dove e come si può percepire questa parte del paese?

 
Indubbiamente a Nara e Kyoto. Tanto Tokyo è la città dell’avanguardia, del futuro e delle nuove tendenze, tanto Kyoto è depositaria della cultura e della tradizione. Molto affascinante ad esempio è il quartiere di Gion dove si respirano le atmosfere di un Giappone che ormai si è perso e dove è più facile incontrare qualche rappresentante delle ormai rare, ma sempre raffinatissime, geisha e maiko cittadine.


- Giappone è anche manga/cartone animati... quasi ci si aspetta di andare a tokyo e vedere dragon ball in metropolitana.. viene fuori questa parte di cultura all'interno delle città?

In Tokyo è evidentissima, soprattutto in alcuni quartieri dove la cultura pop è meglio rappresentata (come Shibuya oppure Harajuku, nel cui parco si raccolgo giovani di tutti i tipi abbigliati secondo le tendenze più stravaganti ed eccentriche che si possano vedere in giro…. Si può dire però che tutto il Giappone risente di questa cultura “fumettistica” (brutto termine che però rende l’idea). Vale la pena di ricordare che in Giappone fumetti e anime per il 90% non sono destinati a un pubblico di bambini ma a una platea young adult/adulta. Accanto, infatti, ai classici fumetti del genere “school life” o “maho shojo” (termine che definisce i fumetti/cartoni con streghette, del tipo “Sailor Moon” etc.)ci sono tantissimi generi (che in Italia non arrivano nonostante l’impegno delle case editrici) rivolte a un pubblico adulto, sia per qualità del disegno che per tematiche trattate.
Detto questo, una volta che si è arrivati in Giappone basta darsi un’occhiata in giro per notare come la rappresentazione grafica di tipo “manga” è ovunque: dai cartelli di avviso di pericolo, alle spiegazioni su come far funzionare le carte telefoniche, fino alle gigantografie pubblicitarie riportate sulle pareti dei grandi magazzini. Qui in Italia troviamo, ad andar bene, qualche faccia vip del mondo della televisione. In Giappone troviamo i protagonisti degli anime del momento, i cui CD a volte sono i primi nelle classifiche locali. Da non credere, vero? 


- Qual è l’incontro o l’evento che più ti ha colpito.


L’incontro con un gruppo di studenti giapponesi delle medie, alla stazione di Kyoto. Si trattava di un gruppo di 4/5 ragazzi, che ci si è avvicinato e in un inglese un po’ stentato ci hanno chiesto se potevano farci una piccola intervista. Erano in gita scolastica in città e il professore di inglese, come compito, aveva detto alla classe di andare in stazione, fermare uno straniero e intervistarlo su cosa ne pensasse del Giappone. Ci hanno regalato dei bellissimi  origami e ci hanno chiesto l’email. Due settimane dopo il nostro rientro è arrivata un’email dal professore che ci ringraziava per aver aiutato i suoi studenti.


Ovviamente... commento libero...


Il mio sogno più grande? Poter tornare… se fosse possibile, preparerei le valigie anche ora. Spero, un giorno, di poter mostrare a mia figlia questo paese che mi è rimasto nel cuore.

      Eh… sì! Ci andrei a viverci!!!!    
 



Ringrazio Cristina per le sue risposte, e vi invito nel caso siate incuriositi di fare anche voi delle domande ci penserò io a recapitarle!!







 *Alla base della zuppa di miso c'è il dashi fatto con scaglie di tonnetto essiccato (katsuobushi) e una grossa alga chiamata konbu. Non serve l'aggiunta di sale, dato che il miso è già molto salato per sua natura. In questo brodo si dissolve la pasta di miso per avere la zuppa, a cui si possono aggiungere cubetti di tofu ed altre varietà di alga (wakame, per esempio).

lunedì 2 settembre 2013

In viaggio con Marco per gli States Musicali.

Come premesso qualche giorno fa, non avendo fatto il mio solito viaggetto estivo quest'anno voglio godermi i viaggi degli altri.
Viaggi appunto. Non vacanze. Ci tengo molto a questa distinzione perchè per quanto mi riguarda farsi 20.000 km per entrare in un resort che posso trovare anche a casa mia non è un viaggio. Ma de gustibus...

Vi presento quindi il viaggio di Marco appassionato di Musica. La metto con la maiuscola perchè mi piace. Senza togliere niente alla musica nostrana o ai miti dei giovanissimi (sempre de gustibus..) mi piace pensare che ci siano dei miti che vadano oltre il tempo e lo spazio.

Intanto gli chiedo :



-          Qual è stato l’itinerario e perchè proprio queste città? 



Premetto che 2 anni fa ho visitato Memphis (il blues, i Sun Studios, Elvis ed il r’n’r) e New Orleans (un crogiuolo musicale: jazz, blues, zydeco). L’anno scorso è stata la volta di Cleveland (ospita la mitica R’n’R Hall Of Fame), Chicago (The Blues City) e Boston (patria degli Aerosmith e del celtic punk rock).

Quest’anno è toccato a Seattle perché è stata la citta natale del fenomeno Grunge e del famoso Seattle sound (Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam per citare i gruppi più famosi). A San Francisco perché è qui che è nato il movimento hippie e dei figli dei fiori nel quartiere di Height Ashbury (Greateful Dead, Janis Joplin) e poi, in anni più recenti, il thrash metal dei Metallica e degli Slayer. A Nashville perché è … The Music City (tutti i migliori studi di registrazione sono qui compreso i famosissimi RCA; qui è la patria del Country con i mitici teatri del Ryman Auditorium e del Gran Ole Opry).



-         -  Di solito quando torno da un viaggio che mi è rimasto dentro,  mi capita che un odore o un sapore mi riporti indietro e me ne faccia sentire una grande nostalgia. Qual è l’odore, il sapore, il colore , il rumore che ti porti da questa vacanza?


Mi porto dietro il profumo fruttato ed il retrogusto bitter delle eccellenti birre (dei birrifici locali) bevute a Sea. a Sfo. Il panorama mozzafiato che salendo sullo Space Needle (184 mt) ti consente di vedere il Monte Reiner e la baia del Puget Sound di Sea. Le sferzate salmastre ed il mare grigioazzuro della baia di Sfo; l’azzurro scintillante del cielo del Tennessee ed il caldo confortevole e profumato d’estate delle notti passate ad ascoltare musica da un locale all’altro sulla Broadway di Nashville. Cerco di dimenticare l’aria secca e fredda degli aeroporti e degli aerei (in cui e sui quali ho trascorso diverse ore …).


-          - Oramai , lo sanno tutti che per entrare negli stati uniti c’è da percorrere un iter particolare… come funziona all’arrivo in aeroporto e hai dovuto attendere molto?


Quest’anno non sono atterrato negli States avendo un volo di coincidenza  e quindi beneficiando della priority lane perciò … ho fatto la coda! Circa 30 minuti: poi l’ufficiale di origine asiatiche (inespressivo ed imperturbabile) ha controllato i miei documenti, preso le impronte della mano e oculari e fatto l’intervista: qual è lo scopo del viaggio? E’ la prima volta negli USA? (Domanda tranello: lo sapeva benissimo dei miei precedenti soggiorni); che lavoro fai? Perché vai a proprio a Nashville? Chi è il tuo cantante country preferito? (Johnny Cash, ovviamente! E qui gli ho strappato un sorriso e mi ha augurato buona permanenza).

-     -  Qual è l’incontro o l’evento che più ti ha colpito. 

A Sea ho visitato la tomba di Bruce Lee … A Sfo mi sono fatto fotografare all’incrocio tra la Taylor e la Clay nel medesimo punto in cui 45 anni fa, durante le riprese del film Bullit, avevano immortalato il mio idolo Steve McQueen, ho poi visitato Alcatraz e le sue celle … disumane (vedere per credere). Il momento maggiormente significativo da un punto di vista emotivo e sentimentale è stata la visita alla tomba di Johnny Cash nel bellissimo cimitero di Hendersonville a circa 20 km da Nashville.
Senza dimenticare il Public Market di Seattle, mercato quotidiano dove si può trovare dall'oggettistica artigianale  al pesce ... molto simpatico lo spettacolo che organizzano i pescivendoli che si lanciano il pesce per attirare la clientela.

- ed infine... come non chiedere un commento libero... 


Non c’è che dire: gli States vissuti nella privilegiata condizione del turista sono un Paese meraviglioso: accogliente ed efficiente. Viaggio da solo, esco da solo la sera, vado a mangiare da solo e non mi sento né mi fanno sentire, come da noi, uno sfigato semai per loro vale il contrario!
 
Per la mentalità europea che all’età di 45 anni ho oramai radicata, avrei un po’ paura a viverci (a meno che non guadagnassi 10.000 dollari al mese). Sicuramente ci tornerei (e, agli dei piacendo, ci tornerò) anche subito!

Ringrazio moltissimo Marco per la sua disponibilità e per averci fatto sognare un pochetto insieme a lui... 
 







 








venerdì 30 agosto 2013

Di ritorno...

Ciao a tutti,
più o meno tornati dalle ferie, ed ancora qualche fortunello che sta per partire.
Io quest'anno sono rimasta a casa per varie vicissitudine con le quali non starò a tediarvi.

In ogni modo ho avuto una pensata;

Per farmi venire voglia ancora un pò di viaggiare (come se non ne avessi già a sufficienza) ho trovato 4 persone che hanno fatto delle vacanze davvero particolari.

Spero perciò di riuscirle ad intervistare e proporvi qui nei prossimi giorni  (forse anche mesi) l'esito di quest' opera di convincimento.

Non capisco infatti tante persone alla parola intervista scappano atterriti!

La prima invece che si è già dimostrata disponibile è Ornella, alla quale ho già rifilato la lettura delle domande alle quali mi piacerebbe rispondesse. Per poi condividere quello che è stato un viaggio speciale.  Ovviamente le mete per ora sono top - secret ma spero di svelarvele presto.

Il secondo viaggio è appena terminato in attesa di essere metabolizzato.

Il terzo non è ancora finito.

Ed infine il quarto sta giusto appunto per iniziare.

Nell'attesa del mio prossimo viaggio spero di poter condividere con queste 4 persone la loro esperienza e di rimando rendere anche voi partecipi.

Bene: allora buon rientro, buona partenza... in ogni caso buon proseguimento!! :)