martedì 16 settembre 2014

Breve giro di Puglia - II parte

A Taranto abbiamo prenotato la visita al castello Aragonese (Castel Sant'Angelo), gestito splendidamente dalla Marina Militare.






Dal 2003 è possibile visitare questa fortezza prima utilizzata come alloggi per i marinai di leva.
Sempre da quella data è iniziato il restauro e recupero della fortezza stessa con l'idea più in là di creare un museo con i reperti trovati.

A questo recupero sono addetti appena 10 uomini - sempre della marina. Una mole di lavoro davvero immane. Sempre della marina la guida che ci ha fatto girare per circa 1 ora e mezza all'interno del castello. Se decidete di andare, sappiate che la visita è gratuita ma bisogna prenotarla telefonicamente (0997753438) e mettete scarpe comode perchè ci sono parecchi gradini su cui salire e scendere, ma se ci è riuscita mia nonna ci riuscirete anche voi!





Altra visita da non perdere è il museo archeologico dove sono collacati i famosi "ori di Taranto", il secondo piano non è ancora aperto al pubblico ma per ora soddisfacente il primo.
Peccato che non ci siano riduzioni per gli anziani e che non ci abbiano chiesto se volevamo audioguida per cui deduco che non ci sia.



Attraversato il ponte girevole a piedi ci siamo addentrati in città vecchia.
Anni fa era fortemente sconsigliata la visita mentre adesso è stata riqualificata.
Abbiamo visitato le due chiese principali la cattedrale dedicata a S. Cataldo, patrono della città, e S. Domenico.




 

Dopo la visita culturale un pò di mare è d'obbligo, specie il mare nella zona è davvero stupendo.
 
 Ed infine è arrivato il momento di rientrare, sperando di non far passare altri 10 anni prima di ritornare.

Breve giro di Puglia - I parte

Dopo 10 anni di fidanzamento con mio marito ho deciso che fosse ora di portarlo in Puglia e nella mia città natale: Taranto.

Siamo partiti quindi giovedì 11/9 da Orio al Serio (Bergamo) e siamo arrivati a Bari Palese.

 Clicca per ingrandire la cartina

L'accoglienza non è stata delle migliori perchè appena preso possesso dell'auto a noleggio (per spostarsi in Puglia è fortemente consigliata) è venuto giù un acquazzone terribile che ci ha costretto a cercare riparo presso un distributore di benzina la cui proprietaria, gentilmente, ci ha anche dato - oltre ad un ottimo caffè - anche le indicazioni per raggiungere Alberobello, nostra prima tappa.

Abbiamo alloggiato presso il  B&B "Trulli Mille e una notte" per provare l'emozione di dormire in un vero trullo. Il sig. Nico il proprietario ci ha accolto benissimo e dato tutte le indicazioni per poter girare al meglio il paese, e consigliandoci anche un buon ristorante per la cena: Il trullo dei sapori.
Dove abbiamo cenato con delle squisite orecchiette al pomodoro e un dessert freschissimo.





Il mattino dopo siamo partiti per Ostuni, detta la città bianca per il tipico colore delle case.

Abbiamo visitato la concattedrale dedicata a santa Maria dell'Assunzione.
Non sono un'esperta di arte ma rispetto alla facciata antica,  il restauro interno  mi ha lasciato basita in quanto gli affreschi sembravano dipinti ieri; il che rovina di certo l'aspetto interno della chiesa.



















Dopo una breve visita tra i vicoli della città, riprendiamo l'auto e ci dirigiamo a Taranto, nostra meta finale.






lunedì 25 agosto 2014

Figueres ... e Barcellona parte III (e ultima)



9 Agosto:  Appassionati entrambi di Salvador Dalì, decidiamo di recarci a Figueres.

 Scegliamo il treno ad alta velocità che in 40 minuti ci porta sul posto (il treno normale richiedeva quasi due ore).

L'unico problema riscontrato è stato all'arrivo.
Nonostante la stazione (RENFE - alta velocità ) non sia vicinissima al centro, gli autobus di collegamento sono scarsi.
Per non attendere un'ora al sole decidiamo di prendere un taxi che con 12 euro ci porta in centro.

Andiamo diretti alla casa Museo , dopo un'ora di fila riusciamo ad accedere alla delirante collezione dell'artista catalano.


10 Agosto:

Come passare al meglio la domenica mattina se non andando al Parc Guell?
Prendiamo l'autobus che dalla fermata di Lesseps ci porta all'ingresso secondario del parco.
Ci portiamo fin sul punto più alto per ammirare Barcellona che si sta svegliando.
Scopriamo, con nostro rammarico, che il parco è diventato per alcuni punti a pagamento (8 euro - da valutare la registrazione a: http://www.gaudirmesbcn.cat/ che fa accedere gratuitamente al parco e al castello di Montjuic).

11 Agosto:

La giornata passa tranquillamente in spiaggia.

Le spiagge sono libere,se avete la vostra mercanzia potete piazzarvi dove volete, ombrelloni, sdraio o asciugamani. Le docce e i bagni sono gratuiti.
Se, come nel nostro caso, non siete attrezzati potete noleggiare ombrellone, lettini o entrambi (6 euro cad. - accomodatevi pure dove preferite, saranno poi loro a raggiungervi per pagare); visti i costi valutate se non comprare un ombrellone nei vari negozietti posti sul lungomare.
Se siete, come nel nostro caso, bianchi come polli alla piastra allora l'ombrellone lo consiglio vivamente; abbiamo visto in giro gente colorata a chiazze come i cappelli dei funghi delle case dei puffi.



 12 Agosto:

Ultimo giorno di vacanza è stato quello con il tempo più incerto.
Per cui lo abbiamo dedicatoa gironzolare per la città arrivando fino alla Rambla del Raval e per il lungo mare.








Il rientro a Milano è stato davvero tragico visto che ci ha accolto una pioggia battente!!
Una vacanza rilassante e divertente insieme: assolutamente da rifare!!!









venerdì 22 agosto 2014

Barcellona... parte seconda (8 Agosto)

8 Agosto:

Dopo aver fatto colazione di buon ora nel nostro solito baretto, ci dirigiamo verso la Cattedrale, un bellissimo edificio in stile gotico.  


Se sentite starnazzare, non preoccupatevi, non avete bevuto troppo la sera prima... nel chiostro della cattedrale sono presenti 13 oche che sembra servissero come antico antifurto e tuttora presenti all'interno.


Continuando lungo il Barrio gotico andiamo a visitare la oramai famosa Catedral del mar altro edificio gotico:assolutamente da vedere.



















Ci dirigiamo verso il Parco de la Ciutatela per fare quattro passi nel verde dopo tutto questo cemento.
Il parco è davvero enorme e sorprendente.



Dopo tutto questo camminare un pò di cioccolata ci darebbe la giusta carica.
E dove farsi una full immersion se non al Museo de la Xocolata (http://www.museuxocolata.cat/)?

Già all'entrata vi sorprenderanno con il biglietto più gustoso che abbiate mai visto.
Una barretta di cioccolato (edibile) con un codice che farà aprire il cancelletto posto sulla destra delle casse.
Un profumo di cioccolato si espande subito e vi pervaderà mentre gironzolerete tra statue di cioccolata veramente incredibili. Una meta da veri golosi.

Basta annussare è ora di mangiare. Decidiamo un pranzo leggero affacciati sul mare.
Mangiamo un bocadillo con calamares da Tapa Tapa e poi via un bel giro in barca.
Questa volta scegliamo il Catamarà Ecologic un bellissimo catamarano silenzioso che ci ha portato a largo per un giro di una quarantina di minuti.


Riposati dal giro in barca decidiamo di dirigerci verso il monasterio Pedralbes; un pò fuori mano ma vale la pena di visitarlo.




















Alla fine stremati dopo una cenetta e un giro al barrio gotico, ci infiliamo a letto distrutti.




giovedì 21 agosto 2014

Barcellona...è finalmente estate! (7 Agosto)

Eccomi rientrata finalmente a parlare di vacanze, questa volta in prima persona.
Vista la scarsità di estate che quest'anno stiamo patendo (almeno qui a Milano) non potevo che optare per una meta che mi desse un minimo di garanzia di riuscire a "rimirar lo cielo" ed infatti andando in Spagna ho fatto la scelta giusta: una settimana a Barcellona.

Avevo voglia di un pò di mare perchè era da molti anni che non andavo in spiaggia ma non essendo amante della giornate distese sotto il sole a far nulla , ho cercato una meta che mi desse anche la possibilità di fare altro.

A Barcellona si può fare un pò di tutto. Tra le tante città che ho visitato in giro per l'Europa, di sicuro questa è quella che ritengo sia più vivibile all'aperto; per chi ama lo sport un vero must!

Biciclette, skate, monopattini sono i benvenuti e senza problemi si possono noleggiare un pò ovunque in città. Quindi lasciate pure la vostra bici a casa che non avrete problemi a procurarvene una sul posto. Ma iniziamo da... l'inizio :)
 


Mi piace mettere sempre una cartina per capire di cosa stiamo parlando.
Mentre aspettavo di fare in chek-in la ragazza in coda dietro di me chiedeva al suo accompagnatore dove si trovasse esattamente Barcellona.. forse potevano andare a fare un giro a Siviglia??
Certo, con l'altà velocità tutto è possibile!

Sono partita da Malplensa il 6 agosto , l'orario del volo prevedeva l'arrivo alle 21.45 quindi arrivati sul posto non abbiamo avuto troppa voglia di girare per cui siamo saltati su un taxi che ci ha portato in mezz'ora in albergo (costo 35 euro) quindi la prima sera è andata così tra valigie disfatte e progetti per il giorno dopo.

Qualche nota generale:
Prima di partire sono andata sul sito http://www.barcelonaturisme.com/ ed ho acquistato la Barcelona Card per due giorni e un abbonamento mezzi per 3.
Acquistando on-line viene applicato uno scontro del 10% ; pagate (anche con la postpay) stampate il voucher e ritirate o in aeroporto o nei centri turistici uno è in Plaza de Catalunya
In ogni caso pensate a fare un abbonamento per i mezzi perchè una corsa semplice costa 2.20 euro e potete fare un solo viaggio.
Esiste anche un biglietto per 10 corse che si può usare anche in più passeggeri fino all'esaurimento viaggi.

Autobus per l'aeroporto.
Noi lo abbiamo preso in Plaza de Catalunya, ci mette circa mezz'ora - noi però siamo partiti alle 5.30 per cui conteggiate qualcosa di più per eventuale traffico.
Ricordatevi di presentarvi con i soldi contati o con un taglio non superiore ai 20 euro altrimenti l'autista farà storie o addirittura non vi farà il biglietto.
A Plaza de Catalunya c'è la possibilità di fare il biglietto da un totem automatico tramite carta di credito.
 Se volate Easyjet chiedete all'autista se c'è una seconda fermata dopo che si è fermato, altrimenti sappiate che c'è da fare un pezzetto di strada a piedi - credo ci sia anche un collegamento con un bus interno.

cominciamo allora:

7 Agosto:

Al mattino dopo una buona colazione all'italiana (cappuccio e brioche - costo medio della colazione circa 7 euro) ci dirigiamo alla fermata Dressanes dove vediamo comparire il Mirador de Colòn.
E' presto per cui ancora poca gente affolla le strade , ci dirigiamo verso la Rambla e camminiamo fino alla corrispondente fermata della metro Liceu dove vediamo l'elegante facciata del famoso teatro.
Pochi passi ancora e ci troviamo al mercato La Boqueria.



 


 Vi consiglio di fare un giro per riempirvi i polmoni di odori interessanti: prosciutto, formaggi, empanadas e pesce; potrete poi riempirvi gli occhi di meravigliosi colori dati  dalla frutta esotica e dalle spezie; e perchè no riempire il pancino con una buona macedonia o dell'anguria a buon mercato.




 
Lungo la Rambla segnalo Jamòn Experience al piano terra troverete un fornitissimo negozio di prosciutto e formaggi, al -1 potete visitare il museo del Jamòn e al 1° piano un ristorante che vi preparerà in men che non si dica tapas o panini a scelta - consiglio la tortilla di patate con il contorno di prosciutto affettato al coltello.

Ritornando in giù verso il porto decidiamo di fare un giro sul battello della linea Golondrina. Durata 40 min. (costo 7 euro, con la Barcellona card gratutito); purtroppo il battello è un vecchio diesel puzzolente ed il giro non è entusismante; attenzione perchè se un signore vi si avvicina per una foto queste sono poi a pagamento credo circa 6 euro, se non la volete ditegli un secco no e amen.
Almeno abbiamo riposato un pò.
E' finalmente giunta l'ora del pranzo.
Attraversato il piccolo ponte di legno ci dirigiamo verso Maremagnum, un grosso centro commerciale. Utile per mangiare qualcosa, riposarsi o semplicemnte utilizzare i servizi igienici.
Noi ci sediamo all'esterno e mangiamo da Buenasmigas: torte salate e un'ottima torta al cioccolato.

Dopo pranzo ci dirigiamo alla Barceloneta per un pomeriggio di spiaggia.
Il bello è che puoi essere in spiaggia dopo un giro in metropolitana.




Dopo esserci cambiati in albergo andiamo a cena.
Ci dirigiamo verso Plaza de Catalunya dove è presente "El corte Inglès" che è un grande magazzino dove potete trovare ciò che vi occorre : dal supermercato ad un pasto.
Al 9° piano infatti c'è una caffetteria o un self service... entrambi hanno una vista mozzafiato sulla città. Potete tra le altre cose usufruire del wi-fi gratuito (poco distante c'è una seconda sede la cui caffetteria è al 6° piano, anche qui bella vista e wi-fi gratuito) .

Dopo cena un giretto lungo la Rambla fino a Liceu completando il giro che avevamo iniziato al mattino finalmente alle 23.00 ci schiantiamo a letto.



mercoledì 21 maggio 2014

Margare Bourke - White chi? II parte

La vita della fotografa si intensifica parallelamente alla nascita della rivista Life al cui nome è strettamente legata.
Margaret partecipa alla seconda guerra mondiale in prima linea ; sponsorizzata dell'aviazione prima e dalla Marina in seguito.
Entra con l'esercito americano nei campi di sterminio dove la macchina fotografica funge parzialmente da schermo per l'orrore che ha di fronte.
Terminata la guerra dove ha rischiato più volte di non tornare realizza un servizio in India dove fotografa Gandhi ed assiste alla sua lotta e alla sua morte.
La rivista la porta a confrontarsi con un'altra ingiustizia del suo tempo : l'apartheid in Sudafrica.
Qui fotografa e constata la dura e terribile esistenza dei minatori e delle condizione di vita dei neri.
Non soddisfatta riesce a convincere Life a mandarla in Corea durante lo svolgimento della guerra nonostante che già altri fotografi avevano trasmesso molto materiale.
Lei decise che una guerra interna doveva documentare la vita delle famiglie e così fece.

Al termine del servizio intraprese la più grande battaglia della sua vita: la malattia del morbo di Parkinson.
Anche in questo campo la fotografa combatté con unghie e denti.

Groucho Marx nella sua autobiografia dice che una biografia non sarà mai del tutto onesta infatti se si hanno dei segreti con la propria moglie che magari si conosce da sempre... come si fa a parlare con uno sconosciuto (il pubblico).

Non so quindi se quanto scritto da Margaret sia stato un po'enfatizzato ma il risultato della lettura del suo libro mi ha lasciato veramente estasiata .

sabato 26 aprile 2014

Margaret Bourke - White.. chi? parte I



In attesa che i miei amici continuino a pensare alle loro vacanze e volerle condividere con noi, voglio pensare ad un nuovo progetto.
L'anno scorso ho seguito un breve corso di fotografia che mi ha dato molte soddisfazioni , per cui devo ringraziare la biblioteca rionale di "Cassina Anna" (Milano) che lo ha organizzato.
Tra i vari argomenti trattati, abbiamo visto brevemente alcune figure di fotografi famosi.
Mi colpirono molto le fotografie di Margaret Bourke - White (1904 - 1971) .
Ritengo che ci sia sempre bisogno di figure femminili forti; donne che nonostante tutto sono riuscite ad occupare un posticino nella Storia.
Ho spulciato accuratamente la sua autobiografia (con i limiti ovvi che comporta ) e voglio condividerlo con voi!

Buona lettura!!
         
                                                     

Come spesso accade nella vita ci si trova di fronte a bivii che determineranno il nostro destino anche se sul momento non ce ne accorgiamo.

Margaret si appassionò fin da piccola alla biologia ed anche il suo indirizzo universitario imboccò quella strada.
Ma proprio mantenersi agli studi, la portò sulla strada della fotografia professionistica; fortunatamente non trovò lavoro come cameriera!
Perciò dovette arrangiarsi e scattò alcune foto del campus organizzando nel periodo natalizio un banchetto fuori dalla sala mensa dove vendette il materiale sviluppato. Le foto ebbero un successo tale che organizzò uno staff di venditori che lavorava a percentuale.

Avendo già ricevuto un'offerta di lavoro come biologa dal Museo di Storia Naturale di New York, decise di capire quale delle due strade facesse davvero per lei.
Prese quindi appuntamento in uno grosso studio di architetti di New York ("York e Sawyer") ed una volta uscita da lì ebbe le rassicurazioni necessarie che ovunque fosse andata avrebbe di sicuro trovato lavoro come fotografa d'architettura.

Finito quindi il college si diresse a Cleveland dove le cose girarono per il verso giusto:un piccolo studio casalingo e soprattutto fu libera di sperimentare il suo stile. 
Ebbe in mente fin da subito l'idea di fotografare  le acciaierie che dal suo punto di vista erano specchio della sua epoca ed evocavano una grande forza e vitalità.

Finalmente nel '28, all'età di 21 anni, realizzò il suo sogno entrando nelle acciaierie Otis.
Ma l'inesperienza e i limiti tecnici diedero le prime delusioni perchè dalle fotografie scattate non emergeva la potenza , la bellezza e l'emozione che invece aveva sperimentato di persona.
Nessuno prima di lei, tra l'altro, aveva avuto un progetto simile: dare un tocco artistico a ciò che niente di più lontano dall'arte potesse essere.

Grazie alla collaborazione di due pionieri della tecnologia del flash e della carta per la stampa riuscì nel suo intento e  vendette al padrone della fabbrica 8 foto a 100 dollari l'una, ma cosa molto più importante fu contattata dal TIME.

Eccola di nuovo davanti ad un bivio: andare a New York o attendere che un primo contatto con la General Motors diventasse qualcosa di più concreto?

Inizialmente infatti il Time si occupava solo di politica e quindi non rientrava nel suo campo di interesse. Quando però Henry Luce le presentò il progetto di un nuovo settimanale che si sarebbe occupato di industria ed economia e dove la fotografia avrebbe assunto un ruolo molto importante, entusiasta, accettò di lavorarci fin da subito ( e la rivista non aveva ancora neanche un nome!).

Le copie "pilota" ebbero un buon esito e la rivista partì con un nome ben augurante: Fortune.
Siamo nel 1929, sei anni dopo arrivò anche la rivista LIFE.

Tra i servizi da realizzare ci fu quello per il restauro del salone principale della First National Bank di Boston. D'accordo con il capo elettricista della First  si diedero appuntamento notturno per scattare fotografie tranquillamente senza il via vai di persone che solitamente affollava la banca.
Furono sorpresi quando entrati nell'androne lo trovarono affollatissimo: "funzionari ed impiegati che correvano dappertutto, parlottavano, si siedevano alle scrivanie e all'improvviso schizzavano qua e là pieni di appunti".(cit. "Il mio ritratto", 2003, Ed. Contrasto Due, 336 p., ill., brossura)
La crisi del ' 29 era iniziata e la sorte della rivista era incerta ma dopo una riunione d'emergenza decisero di proseguire comunque con la pubblicazione ed il primo numero uscì nel febbraio del 1930 .